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“L’esistenza non accade come accadono i fatti: è decisa”. (Heidegger)

Lo strumento che abbiamo a disposizione per plasmare la nostra vita, per diventare chi vogliamo essere ed anche per comunicare agli altri la nostra personalità è la scelta. Non sempre c’è una strada assolutamente giusta ed una assolutamente sbagliata…più spesso ci si trova davanti ad un ampio ventaglio di opportunità e il difficile è proprio districarsi in questo labiritno di possibilità, che ci porta ad intraprendere una strada senza sapere esattamente dove ci porterà!
La vita filosofica è un processo di incessante trasformazione personale e, come tale, comporta un serio lavoro che inizia con l’assumersi la responsabilità delle proprie azioni: invece che cercare colpevoli per le proprie sventure, la filosfia invita a prendere le redini della propria vita, in primis del proprio carattere, ricorrendo, come dice Platone “alla riflessione sull’accaduto e, come nel lancio dei dadi, alla possibilità di ristabilire la propria condizione contro i colpi del caso, nel modo migliore scelto dalla ragione, senza perdere tempo a lamentarsi quando si urta contro qualcosa, come fanno i bambini che afferrano la parte colpita. Bisogna invece educare l’anima a medicare e raddrizzare con la massima prontezza ciò che è caduco e malato, eliminando ogni piagnisteo con l’applicazione del rimedio”.
Video: Sai rischirare?
Quando lanciamo un dado, quante probabilità ci sono che esca la faccia con sei puntini rispetto alle altre 5?
Nella storia della filosofia sono state propose due teorie.
Secondo la prima teoria, la probabilità si può stabilire a priori (1 su 6), perchè non è altro che un rapporto matematico: è il rapporto fra i casi favorevoli e i casi possibilità. Il principio della probabilità è il principio di indifferenza o di assenza di ragione.
Ma i fautori dell’altra teoria, empiristica, obiettano: come si può sapere che tutte le facce del dado abbiano uguale probabilità di uscire? Se il dado è truccato, per esempio, le possibilità non sono più le stesse.
La probabilità, dunque, non è data apriori, ma è data dalla frequenza con la quale si presenta la faccia con sei punti se getto molte volte il dado.
“L’eco dei tuoi passi sul marciapiede mi fa pensare a tutte le strade che non ho percorso, e che si ramificano come le fronde di un albero. Tu hai ridestato in me quella che fu l’ossessione della mia giovinezza: propio come un albero, infatti, immaginavo la vita che mi si apriva davanti. Lo chiamavo all’epoca, l’albero delle possibilità. Solo per un periodo brevissimo ci è dato di vedere così la nostra vita. Ben presto essa ci appare come una strada segnata una volta per tutte, come un tunnel dal quale non possiamo più uscire”. (M. Kundera, L’identità)
Molti sono gli eventi che condizionano le nostre scelte, ci sono variabili esterne che influenzano e delimitano le possibilità di intervento dell’uomo, lo stesso essere nati in un certo luogo, circondati da certe persone non dipende da noi, ma la filosofia aiuta a valutare queste circostanze con occhio critico. Non siamo obbligati ad accettare quanto per altre persone risulta “normale” o “necessario”, anzi, è spesso su un conflitto tra ciò che è valido per gli altri e ciò che lo è per noi che si innestano le tensioni o i conflitti, con gli altri e con noi stessi. Nella maggior parte dei casi la visione che abbiamo del mondo è irriflessa, accettata senza essere messa alla prova, anzi, senza nemmeno essere considerata come qualcosa su cui ci sia da discutere e decidere. Il punto centrale è capire se quanto consideriamo “ovvio”, lo sia poi davvero, altrimenti la vita diventa davvero un tunnel senza uscita, tunnel che ci è diventato così familiare da dare l’impressione che non ci sia.
La consulenza filosofica è un’occasione per confrontarsi con la propria visione del mondo, per capire fino a che punto essa sia un riflesso della società e dell’educazione e quanto ci sia davvero di nstro!
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