Archivi per la categoria ‘Senza categoria’
“Il Cielo, trascendenza e desideri. La terra, radici e corpo”
Martedì 10 Novmbre, Roberta De Monticelli, Libertas Gratiae, ovvero come una danzatrice.
Martedì 17 Novmbre, Pier Paolo Ottonello, O elevarci o perderci.
Martedì 24 Novmbre, Maurizio Ferraris, Documentalità. Perchè è necessario lasciar tracce?
Martedì 01 Dicembre, Massimo Donà, Salvezza e salute, tra arte, religione e filosofia.
Martedì 15 Dicembre, Dario Sacchi, Trascendenza e libertà.
Martedì 22 dicembre, Carlo Sini, Corpi risuonanti - M ° Bergamelli, Sonata per pianoforte n. 28 Op. 101 di Ludwig Van Beethoven
Martedì 12 Gennaio, Silvano Petrosino, Religiosità tra verità e tradimento.
Martedì 19 Gennaio, Ivo Lizzola, L’educazione, come un pozzo che ospita il cielo.
Martedì 26 Gennaio, Riccardo Bellofiore, Dalla terra al cielo: dal regno della necessità al regno della libertà.
Martedì 02 Febbraio, Rocco Ronchi, Quale teologia per la scienza moderna?
Martedì 09 Febbraio, Paul Renner, Spirito nel mondo, carne nel cielo: l’uomo.
Martedì 23 Febbraio, Virgilio Melchiorre, I confini della ragione e le tracce del sacro.
Martedì 02 Marzo, Florinda Cambria, Terra e corpo immortale in Antonin Artaud.
Martedì 09 Marzo, Peter Schellenbaum, La ferita dei non amati.
Martedì 16 Marzo, Gabriele Mandel Khan, Il cielo e la terra simbolo dell’essere nel Sufismo.
Martedì 23 Marzo, Elena Pulcini, Il corpo senza passioni.
Martedì 30 Marzo, Evandro Agazzi, Cielo e terra tra fisica, metafisica e religione.
Martedì 06 Aprile, Andrea Possenti, Il cielo come laboratorio.
Martedì 13 Aprile, Eugenio Borgna, Mio Dio, come si restringono cielo e terra quando il nostro cuore, nella sua prigione, trema di paura (Goethe).
Martedì 20 Aprile, Corrado Augias, Perchè gli esseri umani hanno bisogno di Dio?
Martedì 27 Aprile, Giovan Battista Paninforni, I segni del cielo, i segni della terra.
Gli incontri si svolgono presso il Centro Congressi Giovanni XXIII, Bergamo, dalle ore 20:00 alle ore 22:00.
Fintanto che godono di buona salute e hanno di che nutrirsi sufficientemente, gli animali sono felici. Gli esseri umani dovrebbero esserlo, parrebbe, ma nel mondo odierno non lo sono, per lo meno nella grande maggiornaza dei casi. Se siete infelice, probabilmente siete preparato ad ammettere di non rappresentare per questo un’eccezione. Se siete felice, chiedetevi quanti dei vostri amici lo sono. E quando avete passato in rassegna gli amici, imparate l’arte di leggere sui visi della gente; cercate di penetrare nello stato d’animo di coloro che incontrate durante il giorno.
Vi è un segno su ogni viso in cui mi imbatto. Segni di debolezza, di afflizione,
dice Blake. E l’infelicità la incontrerete ovunque, sebbene sotto aspetti diversi. Supponete di essere a New York, la più tipicamente moderna delle grandi città. Fermatevi in una stada affollata durante le ore di lavoro, o lungo una passeggiata nei giorni festivi, o in un locale da ballo alla sera; sgombrate la mente dal vostro io e lasciate che, una dopo l’altra, le personalità di quegli ignoti si impadroniscano di voi. Vedrete che ognuna di quelle folle diverse ha i suoi particolari dispiaceri. Nella folla delle ore di lavoro riconoscerete l’ansietà, un’eccessiva concentrazione, la dispepsia, la mancanza di interesse per tutto quanto non sia la lotta per la vita, l’incapacità di divertirsi e di rendersi conto dell’esistenza dei propri simili. Lungo una passeggiata nei giorni di festa incontrerete uomini e donne, tutti esenti da preoccupazioni finanziarie e, alcuni molto ricchi, occupati nella ricerca del piacere. Questa ricerca è condotta da tutti a un passo uniforme, al passo dell’automobile più lenta del corteo; è impossibile vedere il nastro della strada, tanto è gremito di automobili, o il panorama circostante, perchè a distrarsi guardando di lato si rischierebbe di provocare un incidente; tutti gli occupanti di tutte le automobili sono assorti nel desiderio di sorpassare le altre automobili, ciò che non possono fare a causa dell’affollamento; se le loro menti si distraggono da questa preoccupazione, come capita talvolta a coloro che non stanno al volante, un’indicibile noia li coglie, imprimendo nelle loro fisionomie una meschina espressione di scontento. Una volta tanto un’automobile carica di gente di colore porterà una nota di genuina allegria, provocando però l’indignazione altrui per la sua andatura disordinata, e finirà, in seguito a un incidente, nelle mani della polizia: essere allegri in un giorno di festa non è cosa lecita.
(tratto da: Bertrand Russell, La conquista della felicità)
Nella consulenza filosfica non ci sono limiti prestabiliti: la mente viaggia, i pensieri si modellano ed assumono via via forme più chiare ed organiche.
L’ aiuto del consulente sarà quindi orientato a sviluppare la tua capacità critico-razionale ma anche la tua creatività così da permetterti di uscire dagli schemi convenzionali nei quali puoi sentirti imbrigliato. Il vasto patrimonio della cultura orientale è un valido supporto: le storie Sufi, per esempio, sono una fonte di inestimabile ricchezza che parlano oltre che alla mente, al cuore, residenza del sentimento così come della conoscenza intuitiva.
“Quello che era considerato lo scemo del villaggio se ne stava tranquillamente seduto su un ponte ad osservare il fiume che fluiva senza posa. Giunse il sovrano del paese e vedendolo seduto sul ponte, si fermò per apostrofarlo:
<<Ehi, tu, non sai che un ponte è fatto per essere di passaggio e non per fermarsi!>>
Lo scemo del villaggio rispose:
<<Certo Eminenza. Ciò dovrebbe farti riflettere! Guarda come sei aggrappato a questa vita!>>.
(Tratto da: Gianluca Magi, Il dito e la luna)
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Kierkegaard propone la figura del Don Giovanni musicata da Mozart come emblema della vita estetica.
Il famoso seduttore rappresenta colui che più di tutti vive nell’immediatezza, nella mera possibilità, colui che conquista una donna dopo l’altra, senza peraltro che queste avventure si traducano in qualcosa di più che mere ripetizioni. La vita dell’esteta è infedele per natura, perchè resta nel momento, ma la somma dei momenti è in definitiva un nulla di senso.
E’ fondamentalmente una possibilità che non ha il coraggio di tradursi in realtà attraverso la scelta. L’ultima immagine del Don Giovanni di Mozart è quella della scena dello champagne: la sua vita è infine simile a questo effluvio spumeggiante, un nulla di bollicine.
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