Ti piacerebbe trovare un luogo in cui il pensiero è libero di fluire, interrogarsi e sperimentare? Ti stimola l’idea di mettere in gioco le tue idee e confrontarti con gli altri? Allora questo è il laboratorio che fa per te!
Il laboratorio “Pensieri in gioco” costituisce un’opportunità per prendere fiato dalla corsa giornaliera, per rallentare, per dare spazio alla riflessione, all’ incontro e al dialogo giocando col pensiero e mettendo in gioco il pensiero stesso.
La proposta è quella di radunarsi per costituire una comunità di ricerca che, utilizzando letture-stimolo, si interroghi sulle questioni che stanno particolarmente a cuore ai suoi membri.
L’ascolto attivo ed il rispetto delle opinioni di ognuno sono il punto di partenza del dialogo.
“Pensieri in Gioco” ti darà la possibilità di sperimentare la fecondità di pensare insieme, cogliendo punti di vista molteplici, e di intavolare una comunicazione autentica, che permetta poi di interpretare gli accadimenti quotidiani con maggior consapevolezza.
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Giovedì 02 Settembre, ore 21:00
Questioni di Punti di Vista
Serata Dimostrativa Gratuita -
Giovedì 14 Ottobre, ore 20:30
Identità -
Giovedì 21 Ottobre, ore 20:30
Forza -
Gioved’ 28 ottobre, ore 20:30
Libertà -
Giovedì 04 Novembre, ore 20:30
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Speranza
Costo del percorso: 20,00€
presso Biblioteca Comunale
via Dante 12, Trezzo sull’Adda (MI)
Info ed iscrizioni:
Biblioteca Trezzo sull’Adda: bibtrezzo@sbv.mi.it
Oppure:
Valeria Trabattoni: info@filosofiaamica.it;
Mauro Paris: mauro@filosofiaamica.it
Per saperne di più sui laboratori clicca qui.
PENSIERI IN GIOCO
Laboratorio di Storia della Filosofia e Pratiche Filosofiche
Da mercoledì 16 Giugno a giovedì 24 Giugno ore 20:30 presso Spazio Incontri Ubik, via Sant’Alessandro, 1 Bergamo.
Chi è il “filosofo”? Ognuno di noi; chiunque si interroghi sul senso della propria vita.
Dalla culla da cui nasce - la Grecia antica - fino ad oggi, la philo-sophia si propone l’obiettivo di interrogarsi continuamente su quale sia e quale dovrebbe essere il bene per l’uomo: un cammino iniziato circa tremila anni fa che ancora oggi interpella ognuno di noi in prima persona.
Il laboratorio “Pensieri In Gioco” nasce dal tentativo di intergrare la conoscenza di ciò che i grandi filosofi hanno detto intorno al tema etico con la possibilità di mettere in gioco le tue idee e la tua visione del mondo, nel rispetto di quelle altrui.
“Pensieri in Gioco” ti darà la possibilità di sperimentare la fecondità del pensare insieme, cogliendo punti di vista molteplici, e di intavolare una comunicazione autentica, che permetta poi di interpretare gli accadimenti quotidiani con maggior consapevolezza.
PROGRAMMA:
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Mercoledì 16 giugno, ore 20:30; ARISTOTELE, ETICA NOCOMACHEA: PRAXISI E TEORIA PER LA VITA ETICA. Dott.ssa Elisa Ravasio.
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Giovedì 17 giugno, ore 20:30; LABORATORIO DI PRATICHE FILOSOFICHE: TEORIA E PRATICA. Dott.ssa Valeria Trabattoni, Mauro Paris.
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Mercoledì 23 giugno, ore 20:30; MARTHA NUSSBAUM. L’ETICA PLATONICA E QUELLA ARISTOTELICA: MODELLI TEORICO/PRATICI A CONFRONTO. Dott.ssa Elisa Ravasio.
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Giovedì 24 giugno, ore 20:30; LABORATORIO DI PRATICHE FILOSOFICHE: IL SENSO DELLA VITA. Dott.ssa Valeria Trabattoni, Mauro Paris.
Iscrizione obbligatoria entro il 12 Giugno. Il laboratorio verrà attivato con un minimo di 10 partecipanti.
Costo del percorso: 25,00€.
Info ed iscrizioni: valeria@filosofiaamica.it - 349 5231470
Maggiori informazioni sulle pratiche filosofiche
Maggiori informazioni sul Laboratorio Pensieri in Gioco
La Maha Kumbha Mela è il raduno mistico più importante dell’India, si svolge ogni tre anni a rotazione in quattro città: Haridwar, Ujjain, Nasik e Allahabad.
Kumbha significa “brocca, recipiente”, mentre Mela significa “festa”. Secondo la versione più accreditata la festa celebra la vittoria finale degli dei sui demoni ed è uno dei momenti più sacri e gioiosi dell’induismo.
Il periodo in cui celebrare la Kunbha Mela viene stabilito dagli astrologi, per i quali la cerimonia sacra deve avere luogo solo quando Giove entra in Acquario e il sole entra in Ariete.
In questo periodo, infatti, l’acqua del Gange sarebbe caricata da positive radiazioni del sole, della luna e del pianeta Giove. Per questo l’acqua sarebbe capace di guarire qualsiasi malattia. La leggenda narra che chiunque si bagni, con atteggiamento profondamente devozionale, nelle acque del Gange durante una Kumbha Mela possa lavare dalla propria anima tutti i residui del proprio Karma e liberarsi dal ciclo delle morti e rinascite.
Alla Kumbha Mela partecipano numerosissimo asceti e maestri religiosi. I primi a fare il bagno nell’ora di buon auspicio sono tradizionalmente gli asceti nudi (in hindi: Naga Baba o Naga Sadhu).
La storia
Il Kumbha Mela è di origine antichissima: nel 302 a.C. lo storico greco Megastene racconta il suo soggiorno di 72 giorni alla Kumbha Mela di Prayaga, dove parteciparono due milioni e mezzo di persone. Poi nel VII secolo l’imperatore Harsha invitò al Kumbha Mela il viaggiatore cinese Hieun Tsang; ma questa festa venne descritta anche da Mark Twain (1895) nel suo More Tramps Abroad, dove racconta delle moltitudini impolverate che camminano sotto il sole con grande passione e determinazione per recarsi all’appuntamento spirituale, dei “fachiri”, degli asceti dediti a vari tipi di penitenze e austerità, e della processione di Yogi nudi (Naga Baba) che costituiscono il gruppo di pellegrini più rispettato e temuto.
Sulle rive del Gange vengono tuttora allestiti accampamenti per ospitare pellegrini provenienti da ogni parte dell’India (e del mondo). La festa richiede un immenso sforzo organizzativi, a cui contribuisce il governo indiano. Occorre, infatti, provvedere a quantitativi enormi di acqua potabile, a energia elettrica, mezzi di trasporto, addetti alle pulizie, medici, ecc..
Il Mito
Al momento della creazione dell’universo, gli déi e i dèmoni non avevano il dono dell’immortalità e come gli animali e le piante erano costretti a invecchiare e morire. Stanchi di questa condizione, un giorno di un tempo senza tempo, gli déi si riunirono sul monte Méru, la montagna cosmica, l’asse del mondo, e decisero che era necessario trovare il nettare dell’immortalità, l’amrita Il dìo Brahma, il creatore dell’universo, disse loro che se avessero rimescolato con forza l’oceano l’amrita ne sarebbe scaturita copiosa.
Gli dèi decisero di cimentarsi nell’impresa ma ben presto la trovarono assai difficile. Essi chiesero allora l’aiuto dei dèmoni, promettendo che avrebbero diviso con loro il prezioso nettare.
Il monte Mandara, anche identificato con Il mitologico monte Meru, la montagna cosmica, l’asse del mondo, venne usato come cucchiaio per rimescolare l’oceano e il mitologico serpente Vasuki offrì il porprio corpo come corda per legare e muovere la montagna. Finalmente il processo di rimescolamento ebbe inizio e proseguì per mille anni.
Nel corso dei mille anni molte creature mitologiche comparvero dall’oceano, inclusa Laksmi, la dèa della bellezza, della salute e della prosperità, Sura il dìo del vino, Chandra, la dèa della luna, le Aspara, o ninfe celesti, Kaustabha, la preziosa gemma di Vishnu, Uchchaishravas, il cavallo divino, Dhanvantri, Nimi e Bharadwaj, ovvero maghi e guaritori.
Insieme ai guaritori uscì Amrita che venne immediatamente catturata dagli dèi che si diedero alla fuga.
I dèmoni, sentendosi imbrogliati dagli dèi, presero a inseguirli. Si scatenò una battaglia tra dèi e dèmoni che durò per 12 giorni e 12 notti. Nell’intento di non far cadere il prezioso nettare dell’immortalità nelle mani dei dèmoni, i semidèi lo nascosero in 4 posti della terra in corrispondenza di alcuni fiumi: il Godavari nella località di Nasik lo Shipra a Ujjain, il Gange ad Haridwar e il sangam (la confluenza dei tre fiumi sacri) ad Allahabad.
In tutti questi luoghi una goccia del prezioso nettare si versò dalla coppa e cadde a terra. Un’altra versione della medesima leggenda vuole che sia stato il dio Vishnu a conquistare la preziosa coppa dell’immortalità e a portarla in salvo nel mondo degli dèi. Durante il viaggio Vishnu si fermò quattro volte per riposare e lasciò cadere una goccia di nettare nei quattro luoghi rendendoli sacri. Questi luoghi acquistarono fama di avere un grande potere mistico ed è qui che ogni tre anni, a rotazione, ogni 12 anni in ciascuno di essi, si celebra la Kumbha Mela.IL CONFLITTO DELLA VITA. LE VIE PER LA REALIZZAZIONE
Seminario di introduzione alle Filosofie dell’Oriente
Volantino di presentazione
Presupposti:
L’Associazione Noesis - Libera Associazione per la diffusione e lo studio delle discipline filosofiche - organizza ormai da 17 anni conferenze di carattere filosofico con relatori di fama nazionale ed internazionale. A partire da quest’anno l’Associazione, in collaborazione con la Libreria Ubik di Bergamo propone, oltre al classico Corso Di Filosofia, incontri di approfondimento, tra i quali uno dedicato al pensiero orientale.
Attraverso questo seminario ci proponiamo di avvicinare un numero sempre crescente di persone al pensiero di India, Cina e Giappone, consapevoli della profondità di queste correnti filosofiche e dell’immenso bagaglio di saggezza che esse possono offrire all’uomo occidentale, soprattutto in un contesto complesso come quello contemporaneo, caratterizzato dalla multiculturalità, dall’incontro con l’altro e dalla necessità del dialogo.
Programma:
- Giovedì 22 Aprile 2010, AHIMSA, L’ANTICA DOTTRINA DELLA NUOVA INNOCENZA, Prof. Fulvio C. Manara, Università Degli Studi Di Bergamo;
- Giovedì 29 Aprile 2010, LA VIA DEL GUERRIERO, OVVERO I 36 STRATAGEMMI, Prof. Gianluca Magi, Università Degli Studi di Urbino;
- Giovedì 06 Maggio 2010, IL NEMICO CHE CHIAMO “IO” - SE ME NE LIBERO, CHI RESTA?L’IDENTITà SECONDO IL BUDDHISMO, Dott. Jiso Forzani.
Gli incontri si svolgeranno presso lo Spazio Incontri Ubik Bergamo in via S. Alessandro, 1 (primo piano) alle ore 18:30. L’ingresso è libero e gratuito.
Per informazioni: info@filosofiaamica.it, Valeria: 349 5231470.
“PENSIERI IN GIOCO”
Laboratorio Di Pratiche Filosofiche in 4 incontri.
ULTIMI POSTI DISPONIBILI!! prenota subito!
Ti piacerebbe trovare un luogo in cui il pensiero è libero di fluire, interrogarsi e sperimentare? Ti stimola l’idea di mettere in gioco le tue idee e confrontarti con gli altri? Allora questo è il laboratorio che fa per te!
Il laboratorio “Pensieri in gioco” costituisce un’opportunità per prendere fiato dalla corsa giornaliera, per rallentare, per dare spazio alla riflessione, all’ incontro e al dialogo giocando col pensiero e mettendo in gioco il pensiero stesso.
La proposta è quella di radunarsi per costituire una comunità di ricerca che, utilizzando letture-stimolo, si interroghi sulle questioni che stanno particolarmente a cuore ai suoi membri.
L’ascolto attivo ed il rispetto delle opinioni di ognuno sono il punto di partenza del dialogo.
“Pensieri in Gioco” ti darà la possibilità di sperimentare la fecondità di pensare insieme, cogliendo punti di vista molteplici, e di intavolare una comunicazione autentica, che permetta poi di interpretare gli accadimenti quotidiani con maggior consapevolezza.
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Venerdì 19 Febbraio, ore 20:30
Il Pensiero - Degustazione di tisane e infusi.
Serata Dimostrativa Gratuita -
Venerdì 05 Marzo, ore 20:30
I Sensi - Degustazione di Vino Porto Burmester. -
Venerdì 12 Marzo, ore 20:30
L’Identità - Degustazione di Cioccolata calda. -
Venerdì 19 Marzo, ore 20:30
L’Amicizia - Degustazione di una Birra da Meditazione
Costo del percorso: 25,00€
presso Spazio Terzo Mondo, via Italia, 73, Seriate (BG).
Info ed iscrizioni:
Valeria Trabattoni: info@filosofiaamica.it;
Mauro Paris: lesfleursdumal86@libero.it;
LA P4C: STORIA E LEGITTIMAZIONE
La P4C nasce negli anni ’70 da un’idea di Matthew Lipman, docente di Logica presso il Montclear State College, come metodo didattico attraverso cui sviluppare le capacità logico-cognitve dei giovani. Partendo dall’eredità del filosofo e pedagogista John Dewey, Lipman si è reso conto sia dell’importanza di partire dall’esperienza concreta presente del bambino quale stimolo per la ricerca e l’apprendimento, sia dell’importanza di favorire un atteggiamento partecipativo e democratico che porti alla co-costruzione del sapere. Lipman aveva infatti constatato la difficoltà degli studenti ad affrontare e comprendere la sua materia e voleva trovare un modo per favorire nei giovani lo sviluppo di capacità logiche e l’uso riflessivo del pensiero.
La Philosophy for Children non si occupa di insegnare filosofia, il suo obiettivo è piuttosto quello di sviluppare le abilità di pensiero nei bambini di età variabili dalla prima età scolare fino ai primi anni dell’insegnamento superiore e si propone quale modello operativo di educazione del pensiero al pensare. Lipman ha infatti ideato una metodologia che coniuga le esigenze di elaborazione concettuale con quelle ludiche come la lettura di racconti e dialoghi comunitari che stimolino il confronto su tali testi con l’aiuto degli insegnanti. Al centro della prospettiva c’è l’idea che la classe debba trasformarsi in una comunità di ricerca di tipo filosofico, sul modello delle comunità che si raccoglievano intorno a Socrate. Lo scopo è quello di raggiungere la chiarezza cognitiva, presupposto dell’azione consapevole. L’intento degli incontri, dunque, non è quello di insegnare filosofia, ma indicare una strada che possa aiutare i bambini a pensare, confrontandosi con esperienze diverse, interrogandosi circa la responsabilità della loro stessa educazione, diventando mano a mano soggetti reali del loro divenire. All’interno della comunità di ricerca bisogna cercare di conciliare prospettive ed esigenze diverse, da quella indagatrice a quella dialogica, dal lavoro individuale alla vita collettiva ed ogni membro è chiamato a interrogarsi e riflettere attivamente, classificare, individuare similitudini e differenze, elaborare soluzioni inedite, insomma attivare ciò che Dewey chiamava inquiry, ricerca. I bambini indagano sulla realtà che li circonda molto precocemente ed il metodo della Philosophy for Children prende le mosse da questo loro continuo interrogarsi, segno della loro filosofica meraviglia e del legittimo stupore di fronte al mondo. Un corso di filosofia con i bambini non è un luogo nel quale si espone la teoria platonica delle idee, ma un processo attraverso cui li si impegna a porre domande, a svilupparle e a riferirle al mondo in collaborazione con gli altri. Nei corsi scolastici tradizionali o in contesti educativi extra-scolastici, le questioni di senso che pone il bambino sono spesso svuotate. Gli adulti tendono a bloccare questo tipo di domande e impediscono al bambino lo sforzo verso la via della filosofia e quindi del senso. A volte trascurano la domanda, altre volte la evadono oppure edulcorano la realtà per paura: spesso noi stessi siamo turbati da queste questioni oppure non osiamo dire che non conosciamo la risposta e temiamo di mostrare i nostri limiti, le nostre debolezze, come se il dubbio e la ricerca non fossero profondamente educativi.
Nelle sessioni di P4C, a partire dalla lettura di brevi racconti, i cosiddetti testi-pretesto elaborati dallo stesso Lipman con lo scopo di fornire spunti su tematiche prettamente filosofiche, si innestano dialoghi filosofici nei quali entrano in gioco tre tipi di pensiero: critico, creativo e caring. La dimensione critica è insieme inquisitive e deliberative, è governata da regole procedurali funzionali all’individuazione ed alla soluzione dei problemi. Essa presenta, dunque, un’apertura alla ricerca ma anche alla scelta, alla decisionalità, alla responsabilità operativa attraverso l’individuazione di criteri, ragioni, giustificazioni, fondamenti in relazione alla specificità dei contesti di riferimento. Consente, inoltre, di operare connessioni e distinzioni, muovendo in direzione ordinatrice. In questo quadro il pensiero critico si articola attraverso la formulazione di giudizi, in una prospettiva autocritica ed autocorrettiva, assumendo valenze metacognitive. La dimensione creativa del pensiero si configura, per il filosofo nordamericano, come peculiarmente complessa in quanto implica la possibilità di far simultaneamente riferimento a criteri conflittuali, in vista del superamento delle dicotomie e delle opposizioni attraverso nuove costruzioni ed interpretazioni. Il pensiero creativo è quindi un pensiero che vuole “trascendersi”, muovendo oltre schemi e matrici precostituite. In questo senso può deliberatamente fare a meno di regole e di percorsi codificati, utilizzando una pluralità di veicoli espressivi i quali possono sostituire o affiancare il codice linguistico, preferenziale per la dimensione critica del pensiero. Il significato dei termini inglesi to care, to take care of rimanda all”‘aver cura”, ad un aprirsi all’esterno, alla dimensione esperienziale ed intersoggettiva, alla responsabilità e senso del valore delle persone e delle cose con cui si entra in relazione. L’aspetto valoriale, pertanto, in questa dimensione, è estremamente significativo. Attraverso il pensiero, che si traduce in azione, noi diamo senso e valore al mondo, connotandolo di implicazioni affettive, prendendoci così “cura” di quanto ci circonda e di noi stessi. L’aspetto cognitivo si arricchisce, quindi, di valenze affettive ed emozionali da cui è impossibile prescindere per un rapporto autentico con cose e persone.
Domenica 21 Febbraio, ore 20:00
Cena Filosofica: “In Vino Veritas”
- Organizzazione Della Cena: La cena filosofica costituisce una modalità insolita di stare insieme e di fare filosofia. Durante la serata gli stimoli dei sensi saranno accompagnati da spunti e riflessioni intellettuali. A partire da un pretesto, i commensali potranno condividere le proprie idee ed esperienze, contribuendo così alla co-costruzione di un sapere condiviso, arricchito grazie ai molteplici punti di vista proposti.
- Destinatari: Tutti coloro che abbiano voglia di con-filosofare mettendo in gioco le proprie idee nel rispetto di quelle altrui; non è necessario avere specifiche conoscenze filosofiche!
- Quando e Dove: Domenica 21 febbraio 2010, ore 20:00 presso il Ristorante Chiar Di Luna, via Gandolfi, 12 Capriate San Gervasio (Bg).
- Facilitano La Serata: Raffaella Nava (Socia in Formazione, Phronesis); Susanna Panizza (Consulente filosofico Phronesis e Teacher in Philosophy for Children), Agnese Previtali (Socia in formazione, Phronesis).
- Menù: Degustazione Di Salumi e Formaggi Con Focaccia Al Rosmarino; Strudel Con Funghi e Verdure Alla griglia; Tranci di Pizza Assortiti; Gran tableau di Dessert; Caffè; Acqua - Vino.
- Prezzo per persona: 27,00€, per i soci dell’Associazione Noesis 24,00€.
- Informazioni ed iscrizioni (prenotazione obbligatoria): Valeria, info@filosofiaamica.it - .
GIOVEDI’ 21 GENNAIO alle ore 18,30
alla presentazione del libro
“A proposito di libertà”, Editrice San Raffaele
Sarà presente il curatore Michele Di Francesco.
Introduce l’incontro Monica Ravazzini
dell’Associazione Noesis.
Ingresso libero
“L’esperienza della libertà è un patrimonio comune di tutti gli esseri umani. Ognuno
di noi sperimenta nella propria vita sia la dimensione della presenza sia quella
dell’assenza della libertà: esita prima di una scelta, si duole nel non poter
decidere autonomamente. Difende e ricerca la propria libertà nei campi del pensiero,
della politica, dell’etica, e si interroga sui limiti del proprio essere libero nei
confronti delle volontà altrui, dei propri impegni, delle proprie responsabilità. Il
mondo fisico, quello biologico e quello sociale sono il campo da gioco e il
presupposto della nostra libera azione, e nello stesso tempo vincoli inevitabili e
talvolta grevi al libero corso delle nostre decisioni.”
Michele Di Francesco, laureato e dottore di ricerca in filosofia, ha studiato presso
le Università di Milano e Ginevra. Ha svolto attività di ricerca presso le
Università di Oxford (Wolfson College, 1988) e Ginevra (1990-92). Ha insegnato
filosofia della mente (Università di Ginevra, 1991/92), Logica (Università degli
Studi di Palermo, 1992/93), Filosofia della scienza e Filosofia della mente
(Università del Piemonte Orientale a Vercelli 1993-2003). Dall’anno accademico
2002/3 insegna filosofia della mente presso la Facoltà di Filosofia dell’Università
Vita-Salute S. Raffaele, dove è attualmente professore ordinario per il settore
disciplinare di Logica e filosofia della scienza. Tra i suoi libri recenti si
segnalano: L’io e i suoi sé. Identità personale e scienza della mente, Raffaello
Cortina, Milano 1998, La coscienza, Laterza, Roma-Bari 2000 e 2005, Introduzione
alla Filosofia della mente, Carocci, Roma 2002.
GIOVEDI’ 18 FEBBRAIO alle ore 18,30
alla presentazione del libro
“Ascetismo metropolitano”, ed. Ponte alle Grazie
Sarà presente l’autore Duccio Demetrio.
Introduce l’incontro Filippo Indovino del
Liceo Scientifico Statale Filippo Lussana.Ingresso libero
Si può essere atei e profondamente religiosi. Si può essere agitati da un genuino
bisogno di rapporto con la trascendenza senza che questo implichi la fede in un dio,
o in principi impersonali come nei culti orientali. E la città è il luogo ideale per
esercitare e approfondire questa religiosità civile e inquieta, mossa dal dubbio e
dal bisogno: il bisogno umanissimo di trovare un senso profondo e tutto mondano alla
vita individuale e collettiva.
Nell’aspro e rigido dibattito fra atei e credenti, questo libro fa un passo in
avanti, rivendicando il carattere specificatamente e intensamente religioso del modo
in cui molti atei affrontano i problemi profondi del senso dell’esistenza e
dell’universo. Un modo cioè che non riguarda solo la razionalità, ma riguarda
bisogni arcaici e ineliminabili della nostra vita psichica, in grado di fornire
significato – un significato ateo e religioso – all’esistenza.
Duccio Demetrio insegna filosofia dell’educazione all’Università degli studi di
Milano Bicocca, è da sempre attento osservatore della condizione adulta e dei suoi
problemi esistenziali. Ha fondato e dirige la Libera Università dell’Autobiografia
di Anghiari e la Società di Pedagogia e Didattica della Scrittura. Tra le sue
moltissime opere: Filosofia dell’educazione ed età adulta (Utet, 2003), Manuale di
educazione degli adulti (Laterza, 2003) e, per Raffaello Cortina, Raccontarsi
(1996), Elogio dell’immaturità (1998), Autoanalisi per non pazienti (2003),
Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007), La scrittura clinica (2008),
L’educazione non è finita (2009).
Spazio incontri Ubik- Bergamo Via S. Alessandro 1 (primo piano) www.ubiklibri.it;
info:bergamo@ubiklibri.it; tel.035-220371
SAGGEZZA DELLA FOLLIA
“E adesso, fatte le lodi della mia forza e del mio zelo, vi loderò anche la mia saggezza. Vi sarà certo chi dirà che è come mischiare l’acqua con il fuoco; ciò nonostante, se mi presterete ascolto attentamente, come avete fatto finora, anche stavolta riuscirò nel mio intento.
Anzitutto: se la saggezza risulta dall’esperienza, chi è più meritevole dell’appellativo di savio: colui che di solito si chiama così e che, un pò per ritrosia, un pò per timidezza, non riesce ad intraprendere nulla, oppure il folle, che non bastano a trattenere nè la timidezza - perchè non ne ha - nè il pericolo - perchè non lo sa valutare? Il saggio cerca rifugio nei libri degli antichi da cui non cava che sottigliezze verbali. Il folle, invece, non esitando ad affrontare situazioni pericolose, raggiunge, se non sbaglio, la saggezza vera. Cosa, del resto, che anche Omero, benchè cieco, sembra aver visto, quando dice: <<Lo stolto impara dai fatti>>.
Due ostacoli soprattutto impediscono una precisa cognizione delle azioni da compiersi: uno è la ritrosia, che ottenebra l’animo; l’altro è il timore, il quale rappresentando con evidenza il rischio, scoraggia l’azione. Ma di questi due ostacoli giova ottimamente a liberarci la Follia. Pochi dei mortali si rendono conto quanti vantaggi conduca con sè il non provar mai vergogna e non retrocedere davanti ad alcun rischio. Se poi preferiscono la saggezza, vale a dire una prudente valutazione delle circostanze del momento, guardate un poco quanto ne sono distanti proprio coloro che affermano di possederla nel più alto grado.
Anzitutto è un dato di fatto che le cose umane, come i Sileni di Alcibiade, hanno due aspetti, completamente diversi, tanto che ciò che, dall’esterno, è morte, se si esamina dall’interno, è vita; e, viceversa, ciò che sembra vita, è morte. Ciò che sembra bello, si rivela deforme, ciò che sembra ricco misero, ciò che sembra infame glorioso, il dotto può rivelarsi ignorante, il forte debole, il generoso ignobile, il lieto triste, la prosperità avveristà, l’amicizia odio, il giovevole nocivo; insomma, aprendo il Sileno, trovi ogni cosa repentinamente mutata nel contrario.
Se a qualcuno sembra che le mie parole siano troppo filosofiche, per costui parlerò in modo più accessibile. Chi dirà mai che un re non sia ricco e padrone di ogni cosa? Ma se il suo animo è ignaro dei beni dell’animo e se non può mai saziare la concupiscienza, non lo si dovrà chiamare poverissimo? Se ha l’animo in balia di molti vizi, non è forse pari al più ignobile dei servi? Si potrebbe continuare a filosofeggiare allo stesso modo per molto tempo ancora; ma io credo che questo esempio basterà”".
(Erasmo da Rottherdam, Elogio della Follia)
“Il Cielo, trascendenza e desideri. La terra, radici e corpo”
Martedì 10 Novmbre, Roberta De Monticelli, Libertas Gratiae, ovvero come una danzatrice.
Martedì 17 Novmbre, Pier Paolo Ottonello, O elevarci o perderci.
Martedì 24 Novmbre, Maurizio Ferraris, Documentalità. Perchè è necessario lasciar tracce?
Martedì 01 Dicembre, Massimo Donà, Salvezza e salute, tra arte, religione e filosofia.
Martedì 15 Dicembre, Dario Sacchi, Trascendenza e libertà.
Martedì 22 dicembre, Carlo Sini, Corpi risuonanti - M ° Bergamelli, Sonata per pianoforte n. 28 Op. 101 di Ludwig Van Beethoven
Martedì 12 Gennaio, Silvano Petrosino, Religiosità tra verità e tradimento.
Martedì 19 Gennaio, Ivo Lizzola, L’educazione, come un pozzo che ospita il cielo.
Martedì 26 Gennaio, Riccardo Bellofiore, Dalla terra al cielo: dal regno della necessità al regno della libertà.
Martedì 02 Febbraio, Rocco Ronchi, Quale teologia per la scienza moderna?
Martedì 09 Febbraio, Paul Renner, Spirito nel mondo, carne nel cielo: l’uomo.
Martedì 23 Febbraio, Virgilio Melchiorre, I confini della ragione e le tracce del sacro.
Martedì 02 Marzo, Florinda Cambria, Terra e corpo immortale in Antonin Artaud.
Martedì 09 Marzo, Peter Schellenbaum, La ferita dei non amati.
Martedì 16 Marzo, Gabriele Mandel Khan, Il cielo e la terra simbolo dell’essere nel Sufismo.
Martedì 23 Marzo, Elena Pulcini, Il corpo senza passioni.
Martedì 30 Marzo, Evandro Agazzi, Cielo e terra tra fisica, metafisica e religione.
Martedì 06 Aprile, Andrea Possenti, Il cielo come laboratorio.
Martedì 13 Aprile, Eugenio Borgna, Mio Dio, come si restringono cielo e terra quando il nostro cuore, nella sua prigione, trema di paura (Goethe).
Martedì 20 Aprile, Corrado Augias, Perchè gli esseri umani hanno bisogno di Dio?
Martedì 27 Aprile, Giovan Battista Paninforni, I segni del cielo, i segni della terra.
Gli incontri si svolgono presso il Centro Congressi Giovanni XXIII, Bergamo, dalle ore 20:00 alle ore 22:00.





